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AS1443 – REGIONE SARDEGNA – AFFIDAMENTO DIRETTO DEI SERVIZI DI TRASPORTO FERROVIARIO

italy-1899794_1920L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha pubblicato, in data 13 novembre 2017, il parere rivolto alla Regione Autonoma della Sardegna (AS1443).

Il parere è stato formulato ai sensi dell’art. 21 bis L. n. 287/90, in merito al contenuto di due atti:

  • La Deliberazione della Giunta Regionale dd.26.06.2017, n. 31/4, autorizzante la stipula di un contratto di servizio in regime di affidamento diretto tra Regione e Trenitalia S.p.A. per l’espletamento di servizi ferroviari regionali dal 1.1.17 al 31.12.17;
  • La Determinazione Dirigenziale Prot. 6972 n. 406 dd. 17.7.17, con cui si è effettuato l’affidamento.

La Regione Sardegna aveva pubblicato un avviso di pre-informazione al mercato in data 29.12.2015, in ottemperanza alla normativa europea (Reg. n. 1370/2007) e in data 13.01.2016 la società Arriva Italia Rail Srl aveva comunicato il proprio interesse per l’affidamento dei servizi ferroviari in questione.

Tuttavia, mentre la Regione riteneva di aver già ottemperato ai propri obblighi in caso di ricevimento di più manifestazione di interesse per un affidamento diretto, la Arriva Srl insisteva che la Regione procedesse ad un confronto competitivo tra i soggetti interessati; più precisamente, la società chiedeva che questi venissero messi in condizione di parità informativa al fine di poter formalizzare la propria proposta.

Interveniva quindi l’Autorità di Regolazione dei Trasporti, che invitava la Regione a comparare rispetto ad efficienza, economicità e qualità gli operatori interessati.

A seguito di tali interlocuzioni, l’Amministrazione intestata adottava i provvedimenti in oggetto, ribadendo di aver garantito “ad Arriva Italia Rail gli elementi informativi richiesti nei limiti di quanto in proprio possesso e nel rispetto degli obblighi di riservatezza derivanti dalla negoziazione con Trenitalia ed in coerenza con il tipo di procedimento amministrativo instaurato che non è una gara d’appalto”, e che quindi “l’interlocuzione avvenuta, mediante scambio di corrispondenza, con le altre imprese ferroviarie che hanno inviato alla regione manifestazione di interesse, ed in particolare con Arriva Italia Rail, ha consentito di adempiere ai doveri di legge in capo all’ente pubblico, di motivazione sul procedimento e di consultazione dei portatori di interesse”.

L’Autorità riteneva tuttavia che il procedimento che ha portato all’affidamento diretto abbia violato gli obblighi di trasparenza e motivazione che gravano sugli enti concedenti servizi ferroviari regionali ex art. 7, paragrafi 2 e 4, Regolamento CE 1370/2007.

La normativa europea vigente prevede infatti che un anno prima di procedere all’affidamento debba essere pubblicato un avviso di pre-informazione contenente il nome dell’ente responsabile, la durata del contratto, la descrizione dei servizi e via dicendo, nonché il dovere in capo all’Ente responsabile di trasmettere alla parte interessata, su sua richiesta, la motivazione della decisione in merito all’aggiudicazione del contratto di servizio.

Nonostante l’interpretazione meramente letterale delle norme non consentisse di inferire ulteriori obblighi, l’AGCM riteneva comunque che le norme vadano lette alla luce dei Considerando 29 e 30 del medesimo Regolamento 1370/2007 e della Comunicazione della Commissione Europea 2014/C92/01 che lo interpreta. Dalla lettura di questi si evinceva che l’avviso di pre-informazione non fosse un mero atto di pubblicità fine a sé stesso, ma fosse funzionale alla partecipazione di soggetti terzi interessati alla procedura di aggiudicazione.

Tale finalità si raggiunge con la tempestiva messa a disposizione di tutte le informazioni richieste dai soggetti interessati. L’AGCM sottolineava che gli Enti responsabili non possono sottrarsi né all’obbligo di tempestività della risposta, né al dovere di completezza ed esaustività dei contenuti informativi, che soggiacciono ai principi generali dell’ordinamento di concorrenza, trasparenza, non discriminazione e parità di trattamento.

Da ciò discende che la Regione Sardegna non poteva limitarsi a mettere a disposizione di Arriva Srl “gli elementi informativi richiesti nei limiti di quanto in proprio possesso e nel rispetto degli obblighi di riservatezza derivanti dalla negoziazione con Trenitalia”; avrebbe invece dovuto richiedere all’incumbent vari dati non in suo possesso al fine di renderli disponibili ed accessibili ai soggetti terzi. Tale obbligo è funzionale alla volontà e possibilità per detti soggetti di presentare offerte alternative.

Ugualmente, l’AGCM sottolineava che l’onere motivazionale che grava sull’Amministrazione concedente non si esauriva nella motivazione della scelta di non svolgere una procedura ad evidenza pubblica, ma doveva necessariamente includere anche le ragioni alla base della scelta di un soggetto al posto di un altro; a tal fine, la scelta doveva essere quindi supportata dall’analisi comparativa delle offerte presentate. Del resto, è questo l’unico modo per l’Ente di dar conto della   propria scelta dal punto di vista dell’efficienza, dell’economicità e della qualità del servizio, nonché dell’ottimale impiego delle risorse pubbliche.

A chiusura del parere, l’AGCM aggiungeva infine che già altri Enti concedenti servizi ferroviari regionali hanno sposato l’interpretazione sostanziale della normativa richiamata.

L’Autorità invitava quindi la Regione a comunicare nel termine di 60 giorni le iniziative adottate per rimuovere la violazione della concorrenza.

A seguito del parere da parte dell’AGCM, la Regione Autonoma Sardegna ha risposto all’Autorità di ritenere coerente con la normativa vigente la propria scelta di non procedere ad un confronto competitivo, e di aver valutato adeguatamente economicità, efficienza e qualità dell’offerta presentata da Trenitalia.

Preso atto del mancato adeguamento dell’Amministrazione, l’AGCM ha disposto l’impugnazione della Delibera e della Determinazione in oggetto davanti al TAR Sardegna.

Fonte: AGCM

 

 

 

 

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