Home / Newsletter / Newsletter n. 11/13 del 27 marzo 2013

Newsletter n. 11/13 del 27 marzo 2013

In questo numero:

 

IN PRIMO PIANO:

Convegno di Studio “La cultura della concorrenza in Italia e nell’Unione Europea” – 18-19 APRILE 2013 a Trento

“La cultura della concorrenza in Italia e nell’Unione Europea” è il tema centrale della IV edizione del Convegno biennale di Trento sull’applicazione delle regole di concorrenza in programma presso la Facoltà di Giurisprudenza di Trento il 18 e 19 aprile 2013.

Il convegno, coordinato da Gian Antonio Benacchio e Michele Carpagnano, è realizzato nell’ambito delle attività scientifiche promosse dall’Osservatorio Permanente sull’Applicazione delle Regole di Concorrenza, istituito presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Trento e sarà tenuto in lingua italiana ed inglese con servizio di traduzione simultanea.

La presentazione del IV Convegno è disponibile qui

Programma, Scheda di Adesione ed informazioni generali sono disponibili qui

 

***

 

PUBLIC ANTITRUST ENFORCEMENT

Intese restrittive della concorrenza

22 marzo 2013

Il Bundeskartellamt investiga su diversi birrifici operanti in Germania

Il Bundeskartellamt sta svolgendo delle indagini su numerosi birrifici, aventi complessivamente una quota di mercato pari a circa il 50%, sospettati di aver preso parte a degli accordi di fissazione dei prezzi.

Le indagini coinvolgerebbero anche imprese appartenenti a multinazionali.

Fonte: Handelsblatt

 

21 marzo 2013

L’Autorità di concorrenza britannica (OFT) ha pubblicato la sua Comunicazione delle Risultanze Istruttorie contro alcune imprese produttrici di motorini

L’OFT ha pubblicato la CRI nella quale sostiene che la Roma Medical Aids Limited, un’impresa produttrice di motorini a Bridgend, nel Galles, ed alcuni dei suoi rivenditori hanno posto in essere degli accordi restrittivi della concorrenza.

L’OFT ha provvisoriamente concluso che fra il 2011 e il 2012 le parti hanno preso parte a dei contratti o sono state coinvolte in pratiche concordate, entrambi volti ad impedire ai loro concorrenti operanti nel territorio della Gran Bretagna la commercializzazione online di motorini sotto il marchio “Roma” o la pubblicazione dei loro prezzi. Queste pratiche, secondo l’OFT, possono introdurre una limitazione nelle possibilità di scelta da parte dei consumatori ed ostacolare la loro capacità di comparare i prezzi di tali prodotti.

Per leggere il testo del comunicato cliccare qui

Fonte: Office of Fair Trading

 

18 marzo 2013

Il Bundeskartellamt infligge un’ammenda multimilionaria su delle società produttrici di prodotti parafarmaceutici per aver posto in essere uno scambio di informazioni illegittimo

Il Bundeskartellamt ha concluso i procedimenti istruttori avviati nei confronti di diverse società manifatturiere di prodotti parafarmaceutici, accertando che queste hanno posto in essere uno scambio di informazioni anticoncorrenziale. L’Autorità ha inflitto, quindi, delle ammende per un totale di circa 39 milioni di Euro a sei imprese e alla loro associazione di categoria (Markenverband e.V.), nonché ai loro rappresentanti.

Andreas Mundt, il Presidente del Bundeskartellamt ha affermato durante la conferenza stampa che in occasione dei meeting organizzati dall’associazione di categoria, dal 2004 al 2006 le imprese si sono scambiate informazioni relative ai futuri aumenti di prezzo e i detergenti e agli sconti richiesti dalla clientela a livello retail in relazione ai prodotti per la cura del corpo.

I procedimenti istruttori hanno avuto origine dalla domanda di partecipazione al programma di clemenza da parte della Colgate Palmolive GmbH, la quale ha beneficiato di un’esenzione dall’ammenda. Tra il 2008 e la fine del 2011, si sono chiusi con  un accordo sulla sanzione i primi procedimenti avviati contro nove delle società coinvolte (Coty Deutschland GmbHDelta pronatura Dr. Krauß & Dr. Beckmann KGHenkel Wasch- und Reinigungsmittel GmbHJohnson & Johnson GmbHSC Johnson GmbHSara Lee Deutschland GmbHSchwarzkopf & Henkel GmbHReckitt Benckiser Deutschland AGUnilever Deutschland GmbH). L’Autorità ha ora chiuso gli altri procedimenti pendenti nei confronti delle altre sei società (Beiersdorf AGErdal-Rex GmbHGillette Gruppe Deutschland GmbH & Co. oHGGlaxoSmithKline Consumer Healthcare GmbH & Co. KGL’Oréal Deutschland GmbH e Procter & Gamble GmbH.

Fonte: Bundeskartellamt

 

18 marzo 2013

L’Autorità di concorrenza russa intende avviare un’istruttoria nei confronti di Gazprom per degli accordi in precedenza giudicati illegittimi ma “socialmente giustificati”

Il 18 marzo 2013 il vice presidente del Federal Antimonopoly Service, Andrei Tsarikovsky, ha annunciato la notizia della probabile apertura delle indagini a carico di Gazprom, principale fornitore di gas naturale in Europa e monopolista in Russia.

In particolare, l’Autorità antitrust russa intenderebbe riprendere un caso già sollevato in passato riguardante gli accordi che Gazprom ha stipulato con i produttori delle conduttore del gas naturale TMKOMK SteelChelPipe e Severstals Izhora.

In precedenza, le accuse di collusione tra Gazprom e questi produttori di conduttore erano state rigettate dal FAS sulla base della considerazione dal fatto che, sebbene gli accordi fossero restrittivi della concorrenza, poiché consentivano a Gazprom di fissare le regole e, in definitiva, i prezzi di aggiudicazione delle aste, essi potevano ritenersi allo stesso tempo “socialmente giustificate” e quindi ammissibili.

Il FAS ha reso noto che l’apertura delle indagini dipende dai cambiamenti avvenuti nel mercato russo delle condutture che oggi vede la presenza di nuovi soggetti concorrenti che potrebbero essere danneggiati da tali accordi.

L’inizio di una procedura a carico di Gazprom potrebbe, pertanto, dare adito a nuove investigazioni, anche in linea con quelle che la Commissione Europea sta conducendo, riaprendo il dialogo tra Russia ed Europa sulla creazione di un mercato energetico realmente competitivo.

Per leggere il testo del comuncato stampa (in inglese) cliccare qui

FonteRussian Legal Information Agency

 

6 marzo 2013

La Corte d’appello di Parigi si pronuncia sulla validità delle clausole di non concorrenza post-contrattuale nell’ambito della distribuzione alimentare

Il 6 marzo 2013 la Corte d’appello di Parigi ha emesso una sentenza riguardante la validità delle clausole di non concorrenza post-contrattuale nell’ambito della distribuzione alimentare con riguardo, in particolare, all’applicazione della norma nazionale che vieta le intese anticoncorrenziali. Tali clausole hanno come principale effetto di non consentire all’affiliato (il franchisee) di esercitare l’attività precedentemente svolta o altra attività in concorrenza con l’affiliante (il franchisor), una volta cessato il contratto.

La Corte d’appello di Parigi aveva chiesto all’Autorità della concorrenza francese di esprimere il proprio parere in merito ad una clausola, in base alla quale il franchisee si obbligava a non utilizzare direttamente o indirettamente, personalmente o tramite interposta persona, per un periodo di tre anni a partire dalla data di realizzazione del presente contratto, in un raggio di 5 km dal negozio del franchisor un’insegna di fama nazionale o regionale e a non offrire in vendita delle merci il cui marchio è legato a tali insegne.

L’Autorità si concorrenza francese aveva ritenuto nel proprio parere del 9 luglio 2012 che nessun know-how trasmesso ai vecchi affiliati giustificava una protezione tramite una simile clausola di non concorrenza post-contrattuale, e che la durata di tre anni era sproporzionata. L’Autorità ha concluso che una tale clausola era suscettibile di indebolire la pressione concorrenziale che il negozio uscito dalla rete del franchisor poteva esercitare nei confronti degli altri negozi presenti nella stessa zona. Tale clausola costituiva, pertanto, una restrizione della concorrenza vietata dall’art L. 420-1 del Code de Commerce.

La Corte d’appello di Parigi ha concordato con quanto indicato dall’Autorità nel proprio parere, ritenendo la clausola restrittiva della concorrenza nel proprio oggetto, e dunque contraria all’articolo L. 420-1 del Code de Commerce.

Per leggere la decisione della Corte d’appello di Parigi (in francese) cliccare qui

Fonte : Cour d’Appel de Paris

 

PRIVATE ANTITRUST ENFORCEMENT

25 marzo 2013

MasterCard chiede la sospensione del procedimento giudiziale instaurato dai rivenditori britannici per il risarcimento dei danni causati dalle commissioni interbancarie eccessivamente onerose

Nel 2007, la Commissione Europea aveva sanzionato MasterCard per aver fissato le proprie commissioni interbancarie in maniera non conforme ai principi che regolano la concorrenza.

A seguito della decisione, 13 catene di negozi in Gran Bretagna hanno presentato dinanzi alla divisione commerciale dell’ High Court un ricorso per il risarcimento dei danni causati dall’eccessiva onerosità delle commissioni interbancarie applicate da Mastercard per un totale di un centinaio di milioni di sterline.

Ora MasterCard ha chiesto alla Corte Superiore Inglese (“High Court”) di sospendere il procedimento giudiziale instaurato con il ricorso presentato dai rivenditori britannici contro l’impresa, tra i quali AsdaMorrison’s e Debenhams, in attesa della conclusione del procedimento giudiziale in corso dinanzi alla Corte di Giustizia. L’udienza continuerà il 26 marzo.

Fonte: Mlex

 

13 febbraio 2013

La prima sezione civile del Tribunale di Milano emette la prima sentenza di private antitrust enforcement

La setnenza in commento è relativa ad una causa di follow-on instaurata da OK Com SpA nei confronti di Telecom Italia SpA, successivamente alla pubblicazione del provvedimento di condanna di Telelocom Italia e Wind da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, avente ad oggetto l’accertamento di condotte di abuso di posizione dominante nel mercato all’ingrosso della terminazione fisso-mobile nei confronti degli OLO (Other License Operator, operatori telefonici alternativi), praticato mediante l’imposizione di tariffe discriminatorie rispetto a quelle praticate alle proprie divisioni commerciali.

OK Com affermava, nello specifico, di aver sottoscritto con Telecom un contratto per l’acquisto di schede SIM, attraverso le quali operava la trasformazione del traffico da rete fissa a rete mobile in traffico da e verso rete mobile, contratto poi risolto da Telecom in ragione dell’anomalo utilizzo delle proprie SIM card. Il recesso di Telecom l’avrebbe esposta ad un grave danno, sia per non aver potuto far fronte alla domanda di terminazione successivamente allo scioglimento del contratto, sia per aver acquistato la terminazione all’ingrosso ad un prezzo discriminatorio.

Il Giudice, considerando la decisione dell’AGCM, confermata in ambo i gradi del giudizio amministrativo, come prova privilegiata nel giudizio civile per il risarcimento del danno (secondo quanto stabilito da Cass. n. 3640/2009), ha confermato l’impostazione dell’Autorità in merito all’analisi di mercato condotta da quest’ultima e ha condiviso la valutazione sulla dominanza di Telecom nel caso di specie.

Riconosciuta la liceità dell’utilizzo del sistema GSM Box per la trasformazione di traffico in mobile-mobile, la sentenza ha affermato come la stessa prassi di trasformazione fosse funzionale ad abbassare i costi per l’OLO, a fronte dei prezzi discriminatori praticati da Telecom attraverso la propria incorporata TIM, sul mercato a monte della terminazione all’ingrosso.

Inoltre, nonostante la posizione di OK Com non fosse stata oggetto di specifico esame nel corso dell’istruttoria condotta dall’Autorità, in assenza di elementi forniti da Telecom che consentissero una diversa considerazione, il giudice ha ritenuto sussistere elementi di sostanziale identità rispetto alla posizione di altri OLO valutati in sede di istruttoria, tali da far ritenere la posizione dell’attrice assimilabile a quelle degli altri operatori espressamente menzionati nel provvedimento.

Dalle considerazioni che precedono, è stata affermata la responsabilità di Telecom ai sensi dell’art. 102 del TFUE per aver praticato a OK Com costi diretti di terminazione superiori a quelli praticati alle proprie divisioni commerciali e per aver impedito all’attrice l’utilizzo delle GSM Box per la rivendita di traffico.

Il Tribunale ha accolto lo scenario di mercato costruito dalla CTU e ha liquidato il danno in Euro 1.830.000,00, respingendo tuttavia la domanda di risarcimento dell’ulteriore danno a titolo di lucro cessante, non essendo stata la stessa sostenuta da elementi di prova.

Il testo della sentenza è disponibile sul Database dell’Osservatorio.

Fonte: Tribunale di Milano

 

NORMATIVA

31 gennaio 2013

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha modificato la Comunicazione sulla non imposizione e riduzione delle sanzioni ai sensi di dell’articolo 15 della legge 10 ottobre 1990, n. 287

L’AGCM, nella riunione del 31 gennaio 2013, ha deciso di aggiornare il proprio programma di clemenza conformemente alle modifiche introdotte nel novembre scorso nel Model Leniency Programme dello European Competition Network, adottato il 29 settembre 2006.

A tale conclusione, l’AGCM è giunta rilevando che approcci divergenti quanto alla disponibilità dei benefici rischiano di influenzare negativamente l’accertamento e la repressione delle condotte collusive da parte delle autorità garanti in ambito comunitario.

Per leggere il testo della comunicazione cliccare qui

Fonte: AGCM

 

****

Vuoi essere sempre informato sugli eventi antitrust in Italia e all’estero?

Dai un’occhiata all’AGENDA ANTITRUST!

www.osservatorioantitrust.eu/index.php

Per segnalare un evento scrivi a info@osservatorioantitrust.eu

****

Seguici su Twitter cliccando qui

Iscriviti al Gruppo dell’Osservatorio su Linkedin

Seguici su Facebook
Per contattare la Redazione si prega di scrivere a:

info@osservatorioantitrust.eu

Per visualizzare i numeri precedenti della Newsletter cliccare qui.

Per iscriversi alla newsletter cliccare qui.

© Osservatorio Permanente sull’Applicazione delle Regole di Concorrenza, Università degli Studi di Trento, 2013.

****