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DECRETO DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI – 5 SETTEMBRE 2018 IN TEMA DI CRITERI DI RIPARTIZIONE DEI COMPENSI DOVUTI AGLI ARTISTI, INTERPRETI ED ESECUTORI

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha pubblicato, in data 29 aprile 2019, il parere rivolto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed al Ministro per i Beni e le Attività culturali (AS1579).

Il parere è stato formulato ai sensi dell’art. 21 L. n. 287/90 in merito a possibili criticità concorrenziali derivanti, in particolare, dall’articolo 2 del Decreto del Ministero per i Beni e le Attività culturali dd. 5.09.2018, recante “Adozione di nuove disposizioni attuative in tema di criteri di ripartizione dei compensi dovuti agli artisti interpreti ed esecutori ai sensi dell’articolo 49, comma 2, del decreto legislativo 15 marzo 2017, n. 35, di attuazione della direttiva 2014/26/UE sulla gestione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi e sulla concessione di licenze multi territoriali per i diritti su opere musicali per l’uso on-line nel mercato interno”.

In premessa, l’Autorità precisa che il settore dei diritti connessi è stato oggetto di una piena liberalizzazione, nonché di due recenti interventi normativi: il Decreto Legislativo n. 35/17, che ha affermato il principio della libertà del titolare del diritto di autore e del diritto connesso di affidare la gestione dei propri diritti alla collecting di propria scelta, e la modifica della Legge sul diritto d’autore, apportata dalla Legge n. 124 /2017, Legge annuale per la concorrenza, che ha sancito come l’esercizio del diritto connesso “spetti a ciascuna delle imprese che svolgono attività di intermediazione dei diritti connessi al diritto d’autore … alle quali il produttore di fonogrammi e gli artisti interpreti o esecutori hanno conferito per iscritto il rispettivo mandato”.

L’AGCM ricorda quindi che l’art. 2 del Decreto in esame prevede la stipulazione di accordi tre le collecting rappresentanti i diversi contitolari di diritti connessi su una medesima opera, che abbiano ad oggetto condizioni, modalità e criteri di ripartizione dei compensi dovuti ai rispettivi mandanti. In assenza di tali accordi, prevede il ricorso alla procedura ex art. 4 del D.Lgs.Lgt. n. 440/45.

L’Autorità osserva innanzitutto che tale norma limita ingiustificatamente la collecting nell’offerta autonoma dei propri servizi, con il risultato di impedire la competizione nel mercato.

L’obiettivo della disposizione è quello di ricomporre le possibili discrasie nell’affermazione dei diritti dovuti da parte delle diverse collecting, ma il mezzo è sproporzionato. Tali discrasie, infatti, possono essere ricomposte con strumenti ed in ambiti diversi. La soluzione proposta dal Decreto, invece, rischia di svuotare di contenuto la libertà dei titolari di rivolgersi alla collecting di propria scelta, incentivando un’omogeneizzazione delle condizioni di offerta dei servizi di gestione.

In sostanza, la concertazione tra le collecting sostituirebbe i monopoli (ingiustificabili e non necessari) con le medesime restrizioni alla concorrenza.

In secondo luogo, a detta dell’AGCM, l’art. 2 rischia di arrecare pregiudizio agli aventi diritto e alle collecting, sia perché può indurre gli utilizzatori a non versare quanto dovuto in assenza di tali accordi, sia perché il ricorso alle procedure previste dall’articolo 4 del D. Lgs. Lgt. n. 440/1945, oltre che anacronistico, potrebbe determinare un aumento del contenzioso.

Peraltro, l’AGCM ricorda che, nel settore dei diritti connessi, è fenomeno diffuso che i contitolari di diritti su una medesima opera siano rappresentati da enti diversi. I casi di conflitto (limitati) vengono già affrontati dalla prassi tramite meccanismi di soluzione dei conflitti, senza che siano necessari accordi che potrebbero incidere sulle strategie di offerta degli operatori.

L’AGCM conclude quindi con l’auspicio che l’art. 2 del Decreto in oggetto venga modificato e vengano, ove necessario, elaborate soluzioni alternative, possibilmente potenziando certezza e trasparenza della qualificazione degli aventi diritto, individuando organismi composti da rappresentanti delle collecting e procedure snelle di risoluzione dei conflitti, con approccio caso per caso, garantendo quindi la piena libertà dei titolari di scelta delle collecting cui affidare la gestione dei diritti connessi e il pieno sviluppo di dinamiche competitive nei mercati interessati.

Fonte: AGCM

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