Home / ADVOCACY / REGIONE TOSCANA – CODICE DEL COMMERCIO

REGIONE TOSCANA – CODICE DEL COMMERCIO

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha pubblicato, in data 21 gennaio 2019, il parere rivolto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per gli Affari Regionali e Autonomie (AS1557).

Il parere è stato formulato ai sensi dell’art. 22 L. n. 287/90 a seguito della richiesta dall’intestato Dipartimento in merito alle disposizioni della Legge della Regione Toscana n. 62/2018, “Codice del Commercio”.

In particolare, l’art. 96 di tale legge disciplina gli orari degli impianti di distribuzione di carburanti, stabilendo, per quanto riguarda quelli funzionanti con la presenza del gestore (e quindi non i self-service) che il servizio debba essere articolato tra le ore 6 e le ore 21, con un minimo settimanale di 52 ore, e con delle fasce orarie garantite (8-12 e 16-19), con osservanza della chiusura domenicale, festiva e della mezza giornata di chiusura infrasettimanale, ed obbligo, per gli impianti che effettuano turno domenicale, di sospendere l’attività nel giorno feriale successivo. Inoltre, è possibile l’utilizzo di apparecchiature self-service pre-pagamento in impianti di regola funzionanti con la presenza del gestore.

L’Autorità premette innanzitutto di essere intervenuta più volte per evidenziare criticità concorrenziali in disposizioni che fissavano orari di apertura e chiusura di impianti, in quanto limitavano ingiustificatamente l’iniziativa economica degli operatori.

L’AGCM ha sempre ribadito che l’orario di apertura e di servizio è una delle variabili rispetto alle quali può realizzarsi una reale concorrenza tra commercianti, volta ad andare incontro alle reali esigenze dei consumatori. Invece, l’imposizione di fasce orarie prestabilite e di turni di chiusura obbligatoria limita la differenziazione del servizio e riduce la possibilità di scelta dei consumatori.

L’AGCM rileva poi che la normativa regionale non prevede la possibilità per gli impianti con gestore di mantenere in servizio in qualsiasi orario le sole apparecchiature per il rifornimento con pagamento anticipato (self-service pre pay), come invece previsto dalla Legge n. 161/14 (che, all’art. 7.1.2, recita: “Nel rispetto delle norme di circolazione stradale, presso gli impianti stradali di distribuzione carburanti, ovunque siano ubicati, non possono essere posti vincoli o limitazioni all’utilizzo continuativo, anche senza assistenza, delle apparecchiature per la modalità di rifornimento senza servizio con pagamento anticipato”).

Al contrario, la legge in oggetto limita l’assenza di vincoli al funzionamento del self-service alle ore nelle quali è assicurata la possibilità di rifornirsi in modalità servito e previa garanzia che sia presente il titolare della licenza o un collaboratore. Il ricorso alla modalità self-service consentirebbe evidentemente di esercitare una forte pressione concorrenziale, poiché favorisce una riduzione dei costi di distribuzione e quindi in generale dei prezzi praticati dal distributore.

Infine, l’Autorità sottolinea che tali vincoli di orari e giorni sono misure asimmetriche, poiché sono indirizzati unicamente agli operatori che forniscono il carburante in modalità servito, con l’assistenza di gestore o collaboratore, e non interessano invece gli impianti solo self-service, che pure sono in diretta concorrenza con i primi.

Per tale motivo, l’Autorità aveva già insistito sulla necessità di ridurre gli interventi normativi sugli orari di apertura dei distributori e sulla possibilità di utilizzare i self-service pre-pay, in quanto tali prescrizioni sarebbero state ingiustificabili con la tutela dell’interesse pubblico a che sia garantita la possibilità di fare rifornimento per la generalità dei consumatori. Viste le norme che regolano il servizio in modalità self-service, tale possibilità risulta ampiamente assicurata.

In conclusione, quindi, l’AGCM ritiene che la normativa in oggetto sia in contrasto con i principi costituzionali a tutela della concorrenza, poiché prevede vincoli idonei a pregiudicare l’andamento delle corrette dinamiche concorrenziali, compromettendo ingiustificatamente la libertà degli operatori di determinare variabili come gestione dell’orario e dei costi del servizio.

Download PDF