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SERVIZIO DI DISTRIBUZIONE DEL GAS NATURALE NEL COMUNE DI PRATO: IL CONSIGLIO DI STATO ACCOGLIE L’APPELLO DI ESTRA E ESTRA RETI GAS E ANNULLA IL PROVVEDIMENTO SANZIONATORIO

Il Consiglio di Stato, con sentenze nn. 310 e 315 del 2020, ha accolto l’appello proposto da E.S.TR.A. S.p.A. e dalla sua controllata Estra S.p.A. (già Estra Reti Gas S.r.l.) e per l’effetto annullato il provvedimento sanzionatorio adottato dall’AGCM nei loro confronti all’esito del procedimento A435.

Come si ricorderà, nel 2012 l’AGCM aveva accertato un abuso di posizione dominante, posto in essere da Estra S.p.A. ed Estra Reti Gas S.r.l. e consistente nell’iniziale rifiuto e nel successivo ritardo a fornire informazioni necessarie per la realizzazione di una procedura di gara competitiva per il riaffidamento del servizio di distribuzione del gas naturale nel Comune di Prato.

Nell’agosto 2017 il Tar Lazio aveva accolto in parte il ricorso proposto dalle due società, giudicando il provvedimento corretto e congruo nella parte in cui afferma la sussistenza dell’illecito, ed errato (sotto gli aspetti evidenziati dalle ricorrenti) nella parte relativa alla quantificazione della sanzione.

Con la sentenza in commento, il Consiglio di Stato ha accolto l’appello proposto dalle due società avverso la predetta sentenza, giudicando il provvedimento viziato nella parte in cui accerta l’esistenza dell’abuso di posizione dominante.

I Giudici di Palazzo Spada hanno infatti ritenuto che, in base alla motivazione del provvedimento impugnato, non vi sono i presupposti per affermare “con tranquilla certezza” l’abuso di posizione dominante, sicché, in applicazione della presunzione di innocenza, si deve concludere a favore dell’impresa.

In particolare, secondo il Consiglio di Stato per qualificare la condotta in esame come abuso di posizione dominante sarebbe stato necessario provare che attribuendo al Comune di Prato il diritto a ricevere le informazioni controverse si sarebbe raggiunto un risultato di maggiore efficienza a beneficio del mercato e quindi dei consumatori, a vantaggio dei quali la norma dell’art. 102 TFUE è stabilita. Prova questa che nel caso di specie non può dirsi con “tranquillante certezza” raggiunta.

Le sentenze sono disponibili qui e qui.

Fonte: Giustizia Amministrativa

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