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TASSI DEI MUTUI: IL CONSIGLIO DI STATO RIGETTA L’APPELLO DELL’AGCM

Con sentenza n. 296 del 2020, il Consiglio di Stato si è pronunciato sull’appello proposto dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato avverso la sentenza con cui il TAR Lazio aveva annullato il provvedimento sanzionatorio emesso nei confronti di alcune Casse Raiffeisen della provincia di Bolzano, a conclusione del procedimento I777.

Come si ricorderà, con provvedimento del 24 febbraio 2016 l’AGCM aveva ritenuto l’esistenza di un’intesa restrittiva della concorrenza per oggetto, posta in essere da alcune Casse Raiffeisen della provincia di Bolzano, che avrebbe avuto ad oggetto il coordinamento delle rispettive politiche commerciali, realizzato attraverso lo scambio di informazioni sensibili al fine di limitare il confronto competitivo nel mercato degli impieghi alle famiglie consumatrici nella provincia di Bolzano.

Con sentenze pubblicate nell’aprile 2017, il Tar Lazio aveva integralmente accolto i ricorsi proposti dalle Casse Raiffeisen e annullato per l’effetto il provvedimento sanzionatorio emesso nei loro confronti dall’AGCM, ritenendo, in estrema sintesi, che l’assetto giuridico delle Casse Raiffeisen (ed in particolare la possibilità di operare esclusivamente all’interno di una determinata “zona di competenza territoriale”) determini una limitata possibilità di sovrapposizione tra le sfere di operatività delle singole banche, circostanza da cui deriverebbe l’inconfigurabilità di un unico mercato concorrenziale e di un accordo restrittivo della concorrenza.

Con la sentenza in commento il Consiglio di Stato ha rigettato integralmente l’appello proposto dall’AGCM, confermando le valutazioni espresse dal Tar Lazio.

In particolare, il Consiglio di Stato ha evidenziato che la finalità della disciplina della concorrenza è quella di salvaguardare una concorrenza effettiva, sicché i soggetti destinatari del provvedimento sanzionatorio devono necessariamente poter essere considerati come soggetti che agiscono in modo autonomo sullo stesso mercato rilevante. E nel caso in questione un’indipendenza tra le Casse Raiffeisen non è predicabile – osserva il Consiglio di Stato – dal momento che le stesse fanno parte di un sistema legittimamente instaurato, volto ad assicurare secondo i citati principi del “mutualismo” e del “localismo” l’esercizio di attività bancaria attraverso un meccanismo che fonda su di una segmentazione territoriale e si rivolge in modo assolutamente prevalente ai soci delle Casse.

Replicando alla censura mossa dall’appellante, secondo cui l’Autorità non sarebbe tenuta ad offrire la prova del fatto che le Casse avrebbero posto in essere attività idonee a falsare in maniera consistente la concorrenza, in ragione del fatto che l’intesa sarebbe qualificabile come c.d. hardcore, il Consiglio di Stato – ritenuto che “la non necessità di valutare gli effetti dell’intesa non può tradursi nell’assoluta indifferenza che l’intesa sia idonea ad alterare in maniera consistente l’equilibrio concorrenziale” – ha rilevato l’inidoneità della presunta intesa ad alterare la concorrenza, considerando che le imprese coinvolte rappresentavano complessivamente solo il 25/30% del mercato.

Il testo della sentenza è disponibile qui.

Fonte: Giustizia amministrativa

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